Ricerca sul Benessere dei Lavoratori nei servizi alla persona


Benessere

“Il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nell’avere nuovi occhi.”

 

Riduzione dei rischi sulla salute psicfisica dei lavoratori impegnati nei servizi alla persona

Indagine sul benessere psicologico dei lavoratori operanti nei servizi alla persona: ruolo della formazione, dell’istruzione e delle variabili demografiche
OBIETTIVI DELLA RICERCA

L’indagine è stata condotta all’interno di un ampio progetto volto alla prevenzione del rischio psico-emozionale dei lavoratori operanti nei servizi alla persona.
Oggetto di questo lavoro è pertanto la rilevazione dello stato di benessere di un ampio gruppo di operatori nei servizi alla persona e lo studio delle relazioni fra condizione di benessere e alcune variabili demografiche e lavorative. L’obiettivo è  di ottenere suggerimenti per la pianificazione di attività formative e organizzative che, potenziando i livelli di benessere psicologico, migliorino la prestazione lavorativa e riducano la probabilità di incidenti e infortuni.

ATTIVITÀ SVOLTE: COME RILEVARE IL GRADO DI BENESSERE

Il benessere può essere analizzato fondamentalmente assumendo due direzioni: considerando indicatori di tipo oggettivo, quali status sociale, condizioni di reddito, stato di salute, o soggettivi basati sulla valutazione che ogni individuo effettua delle proprie condizioni psicofisiche e della propria vita quotidiana. È in questa seconda direzione che orientiamo la nostra indagine, assumendo la prospettiva detta eudaimonica: ci riferiamo quindi al benessere psicologico inteso come concetto multidimensionale.
Per questa ragione, come strumento per la sua rilevazione, utilizziamo il Questionario di Benessere  Psicologico RPWB di Carrol D. Ryff (1989), che adotta un modello a 6 dimensioni: auto-accettazione,  apporto con gli altri, autonomia, padronanza sull’ambiente, scopo di vita e crescita personale. In fase di somministrazione è stato affiancato da una sezione che richiedeva una serie di dati di tipo anagrafico (pur nel rispetto dell’anonimato) e di percorso formativo e lavorativo, incluse domande relative agli infortuni.

CONCLUSIONI

In conclusione possiamo ricavare alcune indicazioni:

  • il benessere psicologico si conferma un fattore protettivo nei confronti del rischio di incidenti;
  • è utile rilevare il grado di benessere dei lavoratori attraverso strumenti idonei: il Questionario utilizzato nella ricerca è risultato essere un idoneo strumento di rilevazione del benessere psicologico per sensibilità e capacità informativa;
  • una particolare attenzione va posta al benessere di alcune categorie di lavoratori più a rischio: gli amministrativi, chi opera direttamente con pazienti psichiatrici, chi ha avuto incidenti sul lavoro e in generale i maschi con più basso livello di scolarizzazione;
  • data la funzione protettiva del benessere psicologico, mantenerlo a un buon livello o migliorarlo negli aspetti ove risulta carente, è un buon investimento anche per le aziende, che possono ottenere tale obiettivo attraverso buone pratiche organizzative e la promozione di interventi formativi periodici;
  • chi opera nella formazione personale deve tener conto, nella progettazione degli interventi, delle specificità di genere ed in particolare della refrattarietà dei maschi, specialmente se poco scolarizzati, ad accogliere e utilizzare le risorse che la formazione mette loro a disposizione.

*Autori: R. Orzes, A. Pra Baldi, C. Ravazzolo

 

DOCUMENTI E INFO:

Congresso Airipa

Report Finale: Benessere psicologico

Report Finale: Piano dei Rischi